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C’è una categoria di polizze, denominate “dormienti”, per cui si sono profilate recentemente delle novità. Sono migliaia i risparmiatori che non hanno mai riscosso questa tipologia di polizza perché trascorsi più di due anni dalla morte dell’assicurato. Qualcosa era già cambiato con il governo Monti, che aveva portato il termine di prescrizione di queste assicurazioni da 2 a 10 anni, così che restasse più tempo per recuperare i soldi di una polizza vita scaduta e dimenticata. Ma c'era un limite: la normativa Monti, infatti, veniva applicata solo alle nuove polizze. Per quelle già emesse, scadute e già devolute al Fondo dormienti, è possibile adesso chiedere che vengano risvegliate presentando un’apposita domanda, fino al primo luglio, utilizzando il modulo presente sul sito di Consap.

I requisiti per avere diritto al rimborso delle polizze prescritte sono:

·         La scadenza della polizza (o la morte dell'intestatario) deve essere avvenuta dopo il 1° gennaio 2006;

·         La prescrizione di questo diritto deve essere avvenuta prima del 1° luglio 2010;

·         La compagnia che ha venduto la polizza deve aver rifiutato il pagamento del capitale, perché la polizza era prescritta e già trasferita al Fondo dormienti.

Il ministero dello Sviluppo economico ha stanziato 3,5 milioni di euro destinati ai rimborsi. 

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Chiarimenti sul nuovo Isee arrivano dal Consiglio di Stato, che ha infatti deciso che l’indennità di accompagnamento non può essere conteggiata come reddito. Nella sentenza, giunta in seguito all’appello dell’esecutivo che mirava a contrastare le sentenze del Tar del Lazio contro il nuovo sistema di calcolo che prevedeva la somma delle pensioni di invalidità al reddito, si legge quanto segue: “Deve il Collegio condividere l’affermazione degli appellanti incidentali quando dicono che ricomprendere tra i redditi i trattamenti indennitari percepiti dai disabili significa allora considerare la disabilità alla stregua di una fonte di reddito come se fosse un lavoro o un patrimonio e i trattamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni non un sostegno al disabile, ma una “remunerazione” del suo stato di invalidità oltremodo irragionevole, oltre che in contrasto con l’art. 3 della Costituzione.” Ricordiamo che la dichiarazione Isee è indispensabile per accedere a numerose prestazioni sociali agevolate e aiuti per i meno abbienti, non a caso uno degli aspetti più contestati, al momento della nascita del nuovo indice Isee nel governo Letta, era proprio l’inserimento dei contributi assistenziali nel conteggio del reddito. 

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E’ tristemente diventata pratica diffusa, da parte degli operatori mobili, quella di attivare, attraverso sms,  servizi o piani a pagamento non richiesti dagli utenti, spesso ponendo come giustificazione un aggiornamento delle condizioni contrattuali.

E’ questo il caso di TIM PRIME, che ultimamente avverte i propri clienti con questo sms: “Cambiano le condizioni economiche del tuo piano base: a partire dal 10 aprile, con 49 centesimi in più a settimana avrai chiamate e Sms illimitati verso un numero Tim. Inoltre potrai richiedere gratis i vantaggi esclusivi: ogni settimana biglietti cinema 2×1, assistenza diretta di un operatore e possibilità di vincere smartphone con Ricarica+. Puoi recedere senza penali o passare ad altro operatore entro il 9 aprile”. E’ sottile il concetto espresso nel messaggio, nel quale non si deduce chiaramente che il servizio offerto è opzionale e non obbligatorio, dunque i consumatori potranno anche rifiutarsi di pagare quasi due euro in più al mese per una opzione a cui non sono interessati.

Stessa problematica si era palesata qualche mese fa per gli utenti VODAFONE, che con il servizio EXCLUSIVE ha modificato le condizioni contrattuali prevedendo 1,9 euro in più al mese per ogni cliente che per pigrizia o disattenzione non si fosse preoccupato di disattivare “l’offerta” arbitrariamente attivata dalla compagnia.   

Per concludere la serie degli aumenti mascherati, in quest’ultimo periodo molte compagnie telefoniche hanno adottato il sistema della “tredicesima”, rinnovando le offerte ricaricabili non più a 30 giorni, ma a 28 giorni, guadagnando, così, un concreto 7% in più. L’Antitrust tuttavia deve ancora pronunciarsi. 

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Il bollo auto è una tassa di proprietà che va pagata a prescindere dall’effettivo utilizzo del mezzo in proprio possesso. Tale tassa può essere pagata senza maggiorazioni fino all’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza, ad esempio, in linea generale, il bollo in scadenza a dicembre 2015 dovrà essere pagato entro il 31 gennaio 2016, ad eccezione dei casi in cui le regioni di appartenenza stabiliscono delle proroghe in regime di discrezionalità.

Il calcolo della tassa varia a seconda della potenza del veicolo e della regione di residenza, per individuare l’importo esatto da pagare basterà utilizzare il servizio online gratuito del portale ACI oppure dell’Agenzia delle Entrate. Il pagamento può essere effettuato nelle sedi ACI, tramite il servizio Bollonet di ACI, presso gli uffici postali, dai tabaccai convenzionati con Banca ITB e quelli appartenenti al circuito Lottomatica, presso le agenzie di pratiche auto, usufruendo degli sportelli Bancomat  o mediante i servizi di internet banking.

Nel caso in cui ci siano dei ritardi nei pagamenti sono previste delle sanzioni: entro 14 giorni dalla scadenza lo 0,2% in più per ogni giorno di ritardo, tra i 15 e i 30 giorni dalla scadenza il 3% in più per ogni giorno di ritardo a cui vanno sommati gli interessi, se il ritardo è superiore ai 30 giorni, ma inferiore ad un anno, la sanzione sarà del 3,75% per ogni giorno di ritardo più gli interessi, mentre nel caso di ritardo maggiore di un anno, infine, all’importo originario dovrà sommarsi il 30%, oltre agli interessi.

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Confermate anche per il 2016 le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

L’ultima legge di stabilità ha introdotto alcune novità. Per il 2016 l’agevolazione si estende anche all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi per il controllo da remoto, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e garantire un funzionamento efficiente degli impianti.

Per gli interventi su parti comuni i condomini potranno inoltre cedere l’ecobonus alle aziende che fanno i lavori in cambio di uno sconto. Un’ultima novità riguarda infine gli Istituti autonomi per le case popolari, che potranno beneficiare delle detrazioni per interventi realizzati su immobili adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

La documentazione per fruire delle detrazioni va inviata per via telematica all'ENEA, che svolge anche un ruolo di assistenza tecnica agli utenti. 

Per maggiori informazioni consultare il sito internet del ministero dello sviluppo economico.

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Ecco alcuni dati emersi dal rapporto mensile di dicembre dell’Associazione bancaria italiana (Abi): nei primi dieci mesi dell’anno c’è stato un aumento di oltre il 94% nell’erogazione di prestiti per nuovi mutui da parte delle banche, l’incidenza delle surroghe rispetto ai nuovi finanziamenti è pari al 31%, mentre circa due terzi dei mutui erogati sono a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di casa è al 2,57%, il livello più basso da luglio 2010.

Nel dettaglio secondo l’Abi: a novembre  “l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.818,2 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 138,5 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.679,8 miliardi di euro”. L’Abi sottolinea i “segnali positivi” per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione di banche che rappresenta l’80% del mercato, emerge che i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi dieci mesi del 2015 un incremento di circa il +14% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio-ottobre 2014), mentre per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +94,3% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 10 mesi del 2015, a circa il 31%. A novembre 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione negativa prossima allo zero (-0,03%) nei confronti di novembre 2014, -0,3% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Quello di novembre 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese “è il miglior risultato da aprile 2012”.

Intanto c’è da segnalare che i tassi di interesse sui prestiti si posizionano a livelli bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,30%, minimo storico (3,33% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,57% il valore più basso da luglio 2010 (2,60% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.

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Approda anche in Italia la norma europea che impone il tetto unico alle commissioni: sarà legge a partire dal prossimo 9 dicembre. La novità, nata dal dibattito sull’opportunità di rendere utilizzabile la moneta elettronica anche per piccoli pagamenti, si applicherà ai circuiti Visa, Mastercard e PagoBancomat, ma saranno escluse American Express e Diners, che continueranno ad applicare le proprie commissioni, solitamente più alte, sebbene per l’Italian E-Payment Coalition sia sbagliato non applicare le nuove norme a tutti i circuiti.

Secondo la norma, il tetto unico alle commissioni interbancarie sarà dello 0,3% del valore dell’operazione per le transazioni con carta di credito e 0,2% per i pagamenti con bancomat.

Questo provvedimento potrebbe definitivamente cancellare il tetto dei 30 euro al di sotto del quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici e consentire agli utenti di pagare anche il caffè elettronicamente, senza necessariamente utilizzare i contanti. 

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Arriva il sì definitivo del Parlamento Europeo: dal 30 giugno 2017 diremo addio al roaming e potremo pagare telefonate e internet dall'estero con le nostre tariffe “di casa” a seconda dello Stato membro di appartenenza.

Già da aprile 2016, inoltre, sarà possibile usufruire di sconti ad hoc per i consumatori, visto che le attuali soglie di spesa fissate dagli operatori per il traffico dall’estero (0,19 euro al minuto per le chiamate, 0,06 euro per gli sms inviato e 0,20 euro per ogni megabyte di dati scaricato, tutto Iva esclusa) saranno sostituite da tariffe inferiori (0,05 euro al minuto per le chiamate, 0,02 per gli sms e 0,05 per megabyte per i dati, Iva esclusa) con notevoli vantaggi per gli utenti, sebbene alcune compagnie abbiano già predisposto da tempo dei pacchetti all inclusive molto appettibili per chi viaggia di frequente.

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A partire dal 2016 potrebbe essere attuato un piano di sconti per le tariffe RC Auto che interesserà tutta Italia: lo scorso 30 settembre, infatti, la Camera dei Deputati ha approvato un emendamento all’articolo 6-bis del DDL Concorrenza in materia di assicurazioni che ha stabilito l’introduzione di sconti obbligatori per gli utenti più virtuosi, ovvero coloro che non hanno causato sinistri per 5 anni consecutivi. L'IVASS determinerà, tra l'altro, una percentuale minima, la cui entità sarà stabilita entro 60 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge, che dovrà essere rispettata obbligatoriamente per il ribasso delle polizze.

Ma in arrivo ci sono anche ulteriori novità: nelle città con un alto tasso di sinistrosità, come Napoli ad esempio, dove gli automobilisti pagano un premio molto alto pur occupando la prima classe di merito, ci saranno gli sconti più importanti e per usufruirne l'automobilista dovrà accettare l'ispezione del veicolo e l'installazione della scatola nera. Sarà previsto, inoltre, un abbuono nel caso in cui l’assicurato contragga più polizze sottoscrivendo per ognuna di esse la clausola di guida esclusiva. Sempre a favore della riduzione dei costi, cambierà anche la procedura di identificazione dei testimoni in caso di sinistro, che dovranno essere specificati nella richiesta di risarcimento da inviare entro 60 giorni tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.  

L’emendamento non ha subito ulteriori modifiche durante l’iter di approvazione e la speranza è che riceva il via libera anche dal Senato. Intanto, in attesa che il disegno di legge venga approvato, l’RC Auto subirà un primo cambiamento a partire dal prossimo 18 ottobre: nell’ambito della dematerializzazione dei documenti, sarà abolito l’obbligo di esporre sul parabrezza dell’auto il tagliando che certifica il pagamento della polizza. Il controllo della copertura sarà effettuata attraverso la verifica della targa, direttamente dalle Forze dell’Ordine o utilizzando i dispositivi a distanza come i tutor, gli autovelox e le telecamere posizionate sui varchi delle ZTL.

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Un milione di firme: questo l'obiettivo di Coldiretti, Univerde e dell'associazione Pizzaiuoli Napoletani, a sostegno dell'iscrizione della pizza nella lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

Prosegue, dunque, in occasione del NapoliPizzaVillage, l'azione di sensibilizzazione internazionale con la raccolta di firme a supporto del negoziato che coinvolgerà rappresentanti di 163 Stati. Un iter iniziato il 26 marzo scorso, con la decisione della Commissione italiana Unesco di candidare l'"Arte dei Pizzaiuoli Napoletani". 

" Troppo spesso - spiega Coldiretti - viene servito un prodotto preparato con mozzarelle ottenute non dal latte, ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, provenienti dall'est Europa, pomodoro cinese o americano invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell'extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale. Garantire l'origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale".

La lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco comprende già, a livello mondiale, 348 elementi iscritti. L'elenco italiano racchiude anche l'Opera dei pupi, il Canto a tenore, la Dieta mediterranea, l'Arte del violino a Cremona, le macchine a spalla per la processione e la vite ad alberello di Pantelleria. L'arte della pizza sarebbe il settimo "tesoro" nostrano ad essere iscritto in tale lista.

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